l'intervista di Susanna De Ciechi

lunedì 30 novembre 2015

Un enorme GRAZIE a Susanna De Ciechi per questa meravigliosa intervista!

http://www.iltuoghostwriter.it/2015/11/professione-ghost-writer-intervista-ad-alberto-bianchini-sognatore-con-la-penna/

questo il copia-incolla:

Professione Ghost Writer: intervista ad Alberto Bianchini, sognatore con la penna

12315148_842127912566364_1451552711_oHo avuto un primo scambio di battute con Alberto Bianchini attraverso Facebook, poi l’ho incontrato all’inizio di settembre nel contesto di un evento enogastronomico-musical-letterario cui abbiamo partecipato, io proponendo La regola dell’eccesso e lui il suo Volo di nascosto. Sia l’uomo che lo scrittore mi sono piaciuti subito.
L’Alberto è cordiale, ha un alto tasso di simpatia emiliano/bergamasca che produce sorrisi a ripetizione, la battuta sempre pronta. Difficile resistergli.
Il Bianchini scrittore esordiente ha prodotto un libro, Volo di nascosto, che racconta l’avventura di un ragazzino di liceo che, per rispetto di se stesso, decide di attraversare il cielo per raggiungere l’altra parte del mondo e l’amore. Una trama antica espressa in modo originale, una scrittura che ti conduce fine alla fine del libro senza incertezze. Una bella favola moderna con un finale inaspettato di cui non vi dirò un bel niente, ovvio.
Da quando ci siamo letti, ci seguiamo assiduamente, scambiamo opinioni, commentiamo ciò che accade nel mondo dell’editoria vecchia e nuova. Tra qualche giorno, il 2 dicembre, presenteremo in coppia i nostri libri presso la libreria Mondadori d Stezzano. “Conosci il tuo amico”, dice il proverbio adattato a mio uso; visto che devo confrontarmi con il Bianchini scrittore, per saperne di più su di lui ho deciso di intervistarlo.
Anche se il fantasma sono io, in quanto ghost writer, adesso devi essere tu, Alberto, a toglierti il velo. Chi sei?
Sono un giovane scrittore alla sua opera prima. L’esordio di Volo di Nascosto, il mio primo libro, è di qualche mese fa. Per contrappunto mi sento un vecchio ragazzo mentre è certo che sono anche un genitore: ho quarantaquattro anni, una moglie e due figli, ma non riesco a vedermi come un adulto. Quando mio padre aveva la mia stessa età di oggi, era una persona matura e compiuta e governava una famiglia che ormai è lontanissima dal modello attuale. Infatti, la figura del capofamiglia di allora corrispondeva sempre a quella di un uomo adulto, io al contrario sento di avere ancora molta strada da fare e lo dimostro nel mio modo d’essere e in ciò che faccio: vesto come mio figlio che sta per entrare nell’adolescenza e ho cominciato da poco a scrivere e pubblicare libri.
Come ti è uscito dalla penna Volo di nascosto? Che storia c’è dietro?
È nato per un caso. Io ho sempre scribacchiato, una passione che mi accompagna fin da giovanissimo insieme a quella per la lettura, e stavo già scrivendo un libro quando una notte ho fatto un sogno. Il protagonista della visione onirica ero io che volavo in Brasile per raggiungere uno zio. Mi sono svegliato ricordando nitidamente ogni dettaglio di ciò che avevo sognato, l’impressione era fortissima e, contrariamente a quanto capita spesso, non ho perso subito la traccia del ricordo della mia visione notturna. In seguito ho trasformato questa fantasia nella trama del libro.
Ho letto il libro, racconta una storia molto originale e, nonostante l’approccio leggero, la morale è importante. Lo sviluppo della storia è gestito in modo sapiente tanto che perfino certi tecnicismi legati al volo non risultano pesanti. Come ti sei documentato?
Ho sempre avuto la passione per il volo e una quindicina di anni fa avevo anche pensato di prendere il brevetto di volo per poi acquistare un ultraleggero. La vita mi ha tenuto con i piedi per terra però ho sempre bazzicato l’ambiente. Per gli aspetti tecnici mi sono fatto aiutare da un mio amico, esperto pilota, poi… ho fatto volare la fantasia.
Come sei arrivato alla pubblicazione? Ti aspettavi il successo che hai avuto?
Non avevo alcuna velleità di pubblicazione, ci sono arrivato per caso. Una sera ho assistito a un incontro organizzato presso la Biblioteca di Calusco d’Adda, il tema era il self publishing professionale e la relatrice era Serena Zonca. Lì ho avuto l’illuminazione. Non avevo mai pensato di proporre il mio lavoro a un editore, non era nelle mie corde. L’autopubblicazione, invece, mi avrebbe consentito l’autonomia d’azione che faceva al mio caso. In seguito è stata proprio Serena a curare l’editing del manoscritto e le procedure necessarie a restituire il libro nei formati ebook e cartaceo. Non mi aspettavo il successo che il libro ha avuto, ne sono ancora stupito.
Cos’hai nel cassetto? Vogliamo un accenno al tuo prossimo libro.
È un libro che parte da lontano. Avevo iniziato a scrivere La traccia dell’orso, questo il titolo, ancora prima di Volo di nascosto. La storia prende spunto da una questione legata a una mia esperienza personale in tema di “invenzioni”, per me un brevetto mancato e un’occasione persa. Tuttavia anche le esperienze negative ci possono insegnare molto, infatti, nel libro che sto scrivendo c’è un elemento legato a un’innovazione tecnologica da tutelare, da cui prende avvio una storia piena di avventure, abbastanza complessa. Confesso che in testa mi ronza anche un possibile sequel di Volo di nascosto, chissà…
Riuscirò a farmi dire di più quando ci incontreremo il 2 dicembre alla Mondadori di Stezzano?
Per scoprirlo venite a conoscerci.
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