Racconto: Marco aveva freddo

Marco aveva freddo. Molto. Un freddo come quello, a sua memoria, non lo aveva mai percepito.
Le cose si complicavano perchè, fosse stato solo per il freddo che lo attanagliava nella sua stretta brinata, seppur disagevole, un rimedio lo avrebbe anche trovato. In qualche modo avrebbe potuto riscaldarsi, magari facendo una corsetta o qualche piegamento sulle braccia.
Il problema vero, però, era un altro: oltre al freddo che lo stringeva nel suo spigoloso mantello, Marco si accorse di non poter, in nessun modo, muovere gli arti. Nè le gambe nè le braccia. A dire il vero, ora che ci stava provando, non poteva muovere nemmeno la testa, e gli occhi restavano chiusi in una innaturale immobilità. Ma che stava succedendo?
Si sentiva prigioniero di questa  staticità invincibile. Tutto ciò che provava a fare lo portava ad un unico risultato: il nulla.
Marco cercò allora di utilizzare gli altri sensi, l'udito, il gusto, ma nulla. Nulla di nulla. L'unica sensazione che riusciva a provare era il gelo infinito.
Ma, forse...sì, qualcosa riusciva a sentire! si sforzò il più possibile per ascoltare, in lontananza, un flebile, attutito, canto di requiem.
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