Racconto: Vento

Sono Vento,
corro, anzi, volo tra i vicoli di questa insulsa e maleodorante città. E questo afrore lo trascino con me pungendo, bastardo, i vostri nasi. Non è un odore definito ma la somma di tanti e differenti puzzi che, insieme, diventano la ricetta di questo luogo. Piscio, frutta marcescente, fumo di carbone e merda gli ingredienti. La tua città il luogo.
Un abile sommelier li saprebbe distinguere ad occhi chiusi, anzi, a narici chiuse. Per il resto del mondo sono solo sentore di disgusto misto a voglia di scappare.
Ma io volo più veloce di tutti e raggiungo anche il più schizzinoso dei nasi e lo punisco come merita. Sì, ognuno di voi si merita una punizione.
Lo so bene io che vivo della vostra codardia e delle vostre nefandezze che, respinte da coscienze ipocrite anche con loro stesse, sono il mio motore.
Ogni singolo pensiero scacciato dalla mente viene a me affidato ed io, pulitore delle menti e dell'aria, lo trascino per la città alimentando di un retrogusto atroce il mio già pesante fardello.
Questo sono io: lo spazzino dei vostri rifiuti e delle vostre coscienze.
Ricordate, però, che il fatto di affidarli a me non vi assolve e che, un giorno, raccoglierò tra gli altri, anche l'odore del vostro corpo decomposto.
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